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Il restauro del Sarcofago degli Sposi del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Data: 23/05/2025

Avviato l'intervento pilota

Venerdì 16 maggio presso il Museo Etrusco di Villa Giulia, il Direttore del Museo Laura Toniolo e il Direttore dell’ICR Luigi Oliva hanno rilasciato una conferenza stampa per comunicare l’avvio del progetto di restauro e conservazione del Sarcofago degli Sposi. E’ infatti grazie alla convenzione fra il Museo e l’Istituto Centrale per il Restauro che è stato possibile, a distanza di oltre un secolo dal primo restauro che consentì di ricomporre da centinaia di frammenti la celebre coppia di Sposi e a più di mezzo secolo dall’ultimo intervento manutentivo, intraprendere una nuova stagione di studi che prevede non solo il restauro, ma anche la realizzazione di un piano conservativo, di manutenzione dell’opera e di valorizzazione.
Il Capo Dipartimento per la Valorizzazione Alfonsina Russo ha voluto rimarcare "come sia motivo di orgoglio la sinergia messa in campo dagli Istituti del Ministero della cultura, in particolare l’Istituto Centrale per il restauro e il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, che hanno unito le proprie competenze e obiettivi per raggiungere un risultato fondamentale nel settore della tutela e della valorizzazione".
Il Direttore Generale dei Musei Massimo Osanna, presente alla Conferenza stampa, ha sottolineato che questo nuovo intervento sarà “un’occasione preziosa per approfondire la storia e la biografia di un’opera emblematica del nostro patrimonio”.

Il nuovo intervento conservativo è stato motivato dalle attuali condizioni del manufatto, infatti sia la superficie esterna del sarcofago, offuscata da depositi incoerenti e vecchi protettivi ormai alterati, sia la superficie interna, risultano poco leggibili. Inoltre, ad una attenta osservazione, si riscontrano molteplici fessurazioni e fratture, sia pregresse che di nuova formazione, dovute anche alle vibrazioni prodotte dal passaggio veicolare e su rotaia che interviene a poca distanza dal Museo.
La prima fase dell’intervento di conservazione e restauro è concepita come un vero e proprio cantiere pilota che consentirà di definire metodi, materiali, tempistiche e costi per l’intervento complessivo sul Sarcofago. Per il cantiere di restauro pilota è stata presa in esame una porzione del coperchio corrispondente alla parte inferiore delle gambe dei due defunti, delle quattro che compongono l’opera.
Il progetto è stato preceduto da una prima fase diagnostica effettuata presso i Laboratori scientifici dall’ICR già nel 2018.
Il delicato lavoro, attualmente in corso, è caratterizzato dal rispetto sia dei materiali costitutivi che dei restauri storicizzati e permetterà di sperimentare le tecniche e le metodologie di intervento, nonché i prodotti più idonei e compatibili con la complessa condizione del manufatto.
Sono previste operazioni di pulitura delle superfici sia all’intero che all’esterno, di consolidamento e rinforzo degli incollaggi, di stuccatura, di rimodellazione delle integrazioni esistenti e di presentazione estetica.
Prima di procedere con la ricollocazione in loco di questa pozione del sarcofago, essa sarà fornita del supporto definitivo, provvisto di punti di vincolo per la futura struttura di sostegno dell'intero manufatto, che verrà predisposto al termine del restauro. Il nuovo supporto, che andrà a sostituire le armature metalliche interne non più funzionali, migliorerà le condizioni strutturali del prezioso manufatto garantendo la stabilità meccanica e una migliore distribuzione dei pesi.

Il restauro è coordinato da Miriam Lamonaca, responsabile del Servizio Conservazione del Museo Nazionale Etrusco affiancata da Elisabeth Huber referente per l’Istituto Centrale per il Restauro che condivide con l’ETRU la direzione scientifica del progetto, assieme a Roberta Bollati.
La fase operativa del cantiere pilota è stata affidata ai restauratori del Consorzio Re.Co.

I visitatori potranno avvicinarsi ad un grande capolavoro in un delicato momento del suo percorso conservativo nel laboratorio appositamente allestito.
Un momento di contatto privilegiato che sarà possibile ogni martedì e giovedì dalle ore 10 alle 13, fino a fine giugno 2025.

Gruppo di lavoro ICR

Elisabeth Huber: referente per l'ICR e restauratore di manufatti ceramici
Roberta Bollati: restauratore di manufatti ceramici
Giancarlo Sidoti: chimico per le indagini chimiche
Lucia Conti: geologo per le indagini minero-petrografiche
Roberto Ciabattoni: conservatore per il progetto del supporto definitivo
Maria Concetta Laurenti, consulente archeologo.