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Un bilancio positivo per il triennio dei corsi internazionali ITP

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Data: 01/07/2019

Il 28 giugno è stato presentato il rapporto sugli ITP - International Training Projects curati dall’Istituto nel triennio 2016-2019. Una conferma della validità del metodo “ISCR”

La flessibilità del modello formativo ormai collaudato dall’ISCR come chiave del successo dei corsi ITP; questo ha evidenziato Donatella Cavezzali, coordinatrice dei corsi e responsabile delle relazioni internazionali per l’ISCR, che ha presentato al pubblico lo scorso 28 giugno il rapporto di fine triennio sull’impegno dell’Istituto, inserito nel programma internazionale ITP coordinato dalla Direzione Generale Educazione e Ricerca del MIBA e finanziato da ALES spa - Arte Lavoro Servizi -  con fondi stanziati con D.M. 7 agosto 2015.

Dopo i saluti di apertura del Direttore ISCR Luigi Ficacci e del Direttore Generale Educazione e Ricerca Francesco Scoppola, Cavezzali ha illustrato i risultati del triennio (raccolti nel volume Rapporto 2016-2019 edito da Gangemi, anche in inglese) che ha visto la partecipazione di 169 visiting students provenienti da 16 paesi diversi. L’ampia offerta di temi, la flessibilità nel modulare il livello della didattica (indirizzati sia a funzionari e tecnici già altamente formati, sia a laureandi e professionisti alle prime armi), l’alta competenza e esperienza dei docenti (che non hanno trascurato l’attenzione ai temi della multiculturalità) hanno fatto sì che i  corsi ITP-ISCR ricevessero un’eccellente valutazione finale dai discenti, come dimostrano i dati raccolti nel Rapporto: 85% di gradimento; valutazione di “molto utili” del 71,7%; valutazione sulla disponibilità dei docenti 97,6 %.

La presentazione è proseguita con gli interventi di Maria Concetta Laurenti, coordinatrice dei corsi di ambito archeologico (che hanno avuto come “capofila” il corso sull’archeologia preventiva, replicato ben quattro volte!), di Francesca Capanna, direttrice SAF Roma (che ha parlato tra l’altro dei corsi sui temi “storici” specifici dell’Istituto, quali la riconoscibilità delle reintegrazioni e il trattamento delle lacune, auspicando una sempre maggiore diffusione internazionali di queste metodiche ISCR) e infine la chimica Anna Maria Giovagnoli, che ha ricordato il grande interesse riscosso anche dai corsi di carattere scientifico o tecnologico, quali quelli sull’effetto dell’inquinamento, il biodeterioramento, la documentazione grafica digitale 3D e, per ultimo ma non da ultimo, il sistema informativo territoriale della Carta del Rischio.

Tra le indicazioni per un possibile futuro sviluppo degli ITP e per la messa a punto di un nuovo programma triennale, si è espresso anche un invito rivolto al Ministero degli Affari Esterni e della Cooperazione Internazionale per un maggiore coinvolgimento della rete delle nostre Ambasciate e degli Istituti di Cultura nella divulgazione delle attività internazionali dell’ISCR che favorisca la creazione di network internazionale sempre più ramificato basato sulla partecipazione e condivisione del modello italiano nel campo della conservazione dei beni culturali.

Vedi anche la precedente notizia

e la pagina dedicata agli ITP-International Training Projects