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  • Restauri - Restauri conclusi
  • Il rotolo dipinto giapponese "dei trentatré cavalli", Museo Stibbert, Firenze

  • Alla stanga, Giovanni Segantini, Galleria nazionale d'arte moderna, Roma

  • Tibiae, Museo degli Strumenti Musicali, Roma

  • Rotella da parata in cuoio. Museo Bagatti-Valsecchi, Milano

  • Gli affreschi di Polidoro da Caravaggio dal Casino del Palazzo del Bufalo a Roma

  • Angelo in maiolica, Museo dell'Opera del Duomo di Orvieto

  • Storie di Sant'Orsola. L'arrivo a Colonia, Vittore Carpaccio, Gallerie dell'Accademia, Venezia

  • La cassaforte della casa dei Vettii, Pompei

  • Cromatica, Guido Strazza, Macro, Roma

  • Mappa toroidale di 5 paesi e 4 colori, Sergio Lombardo, Macro, Roma

  • Il Satiro Danzante di Mazara del Vallo

  • La peschiera della villa romana di Torre Astura, Nettuno, Roma

  • Il polittico di Santa Sabina, cappella di San Tarasio, chiesa di San Zaccaria a Venezia

  • Elefantino di piazza della Minerva a Roma

  • Baia sommersa, Villa dei Pisoni, Pavimento in mosaico bianco

  • Baia sommersa, Terme di Punta dell'Epitaffio. Pavimento in opus sectile

  • Baia Sommersa, Via Erculanea

  • Pietà con San Giovanni, la Maddalena e un Vescovo, Chiesa di Sant'Agostino, Gallese

  • Il Mitra tauroctono dalla Civita di Tarquinia

Restauri conclusi

  • Il lanciatore di anelli "Rope Quoit", Eugenio Maccagnani, Accademia Nazionale di San Luca, Roma

    Il cantiere dedicato agli studenti del terzo anno percorso formativo 4 (Materiali e manufatti ceramici, vitrei, organici. Materiali e manufatti in metallo e leghe) si svolge nei mesi di luglio e settembre 2013 ha come oggetto il trattamento dei bronzi. Il lanciatore di anelli “Rope quoit” è una di tre statue risalenti ad un periodo storico omogeneo, compreso tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, che essendo esposte da lungo tempo agli agenti atmosferici presentano tutti i danni tipici derivanti dall’aggressione di tali fattori, quali fenomeni corrosivi patine e croste nere. L’attività didattica è stata preceduta e accompagnata da adeguato supporto tecnico-scientifico.

    Hanno partecipato al cantiere didattico gli studenti del 61° corso (PFP 4):

    Ludovica Alesse
    Shen Yijia

    Si ringrazia la restauratrice Marina Angelini della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma che ha partecipato, in qualità di docente, al cantiere didattico.

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  • Satiro, Michele La Spina, Accademia Nazionale di San Luca, Roma

    Il cantiere dedicato agli studenti del terzo anno percorso formativo 4 (Materiali e manufatti ceramici, vitrei, organici. Materiali e manufatti in metallo e leghe) si svolge nei mesi di luglio e settembre 2013 ha come oggetto il trattamento dei bronzi. Il Satiro è una di tre statue risalenti ad un periodo storico omogeneo, compreso tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, che essendo esposte da lungo tempo agli agenti atmosferici presentano tutti i danni tipici derivanti dall’aggressione di tali fattori, quali fenomeni corrosivi patine e croste nere. L’attività didattica è stata preceduta e accompagnata da adeguato supporto tecnico-scientifico.

    Hanno partecipato al cantiere didattico gli studenti del 61° corso (PFP 4):

    Irene Cristofari
    Flavia Puoti

    Si ringrazia la restauratrice Marina Angelini della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma che ha partecipato, in qualità di docente, al cantiere didattico.

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  • La Scultura, Adolfo Apolloni, Accademia Nazionale di San Luca, Roma

    La Scultura, opera di Adolfo Apolloni fa parte del gruppo di sculture in pietra, presenti nel chiostro dell'Accademia di San Luca, che sono state oggetto di interventi conservativi nell'ambito della didattica del corso PFP1 della Scuola di Alta Formazione dell'Iscr effettuato nel mese di luglio 2013.

    Le fasi di restauro e conservative hanno preso in esame lo studio, l’identificazione e la rilevazione delle tecniche di lavorazione  per il riconoscimento delle tracce degli utensili e comprendere il processo di esecuzione dell'opera.
    Le fasi conservative hanno selezionato i sistemi conservativi più adeguati, scelti in base ai test preliminari e conformi alle metodologie, ai materiali studiati, testati e utilizzati nella conservazione e nel restauro dei manufatti lapidei naturali.

    L’Accademia di San Luca, attiva dalla seconda metà del XVI secolo, possiede collezioni ricche e diversificate di opere grafiche, pittoriche e scultoree, nella stragrande maggioranza offerte in dono dagli stessi artisti che le hanno create o prove di concorso per il conseguimento dei premi annualmente offerti per le diverse classi. Di conseguenza sono rappresentati i massimi protagonisti della scena artistica romana dall’epoca della sua fondazione ad oggi, accanto ad altri artefici meno fortunati o poco noti. Tale patrimonio fornisce un’opportunità ineguagliabile per l’esercizio della didattica nel campo della conservazione. Di ogni opera infatti sono note la paternità, le circostanze di acquisizione e le vicende storiche, pertanto è possibile avere cognizione delle cause di degrado.

    L’Iscr e l’Accademia di San Luca hanno siglato una convenzione in base alla quale l’Istituto inserisce nei suoi programmi didattici per l’attività pratica degli studenti della Scuola di Alta Formazione opere delle collezioni dell’Accademia e l’Accademia si adopera a promuovere e divulgare l’attività scientifica dell’Iscr.

    Hanno partecipato al cantiere didattico gli studenti del 63° corso (PFP 1):
    Valeria Bruschi
    Mariaclaire Lecci

    Si ringraziano la restauratrice Debora Papetti della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma e la restauratrice Barbara Brillarelli della Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio dell'Umbria che hanno partecipato, in qualità di docenti, al cantiere didattico.

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  • Il rotolo dipinto giapponese "dei trentatré cavalli", Museo Stibbert, Firenze

    Il rotolo dipinto giapponese, intitolato Bamo doi-zu (lett.: “Dipinto delle tipologie dei manti dei cavalli”, cm 35x800), proviene dalla collezione del Museo Stibbert di Firenze. I beni mobili dell’eredità Stibbert, acquisiti dallo Stato italiano nel 1906, sono di natura estremamente varia: dalle armature, alle armi fino alle porcellane e al repertorio di tappezzerie in cuoio poste a decoro delle pareti. Attualmente l’intera raccolta è costituita da circa 50.000 oggetti.

    Il dipinto è attribuito al famoso artista giapponese Kano Sansetsu (1589-1651) e raffigura trentatré diverse tipologie di cavalli.  Eseguito con inchiostro e colori su carta giapponese, si presenta montato nel formato tradizionale giapponese di rotolo orizzontale, denominato emaki (e: dipinto; maki: arrotolato).

    La direzione del Museo Stibbert ha richiesto la collaborazione dell’ISCR per la risoluzione dei problemi  strutturali presentati dal rotolo: l’intera superficie era infatti interessata da pieghe verticali profonde e da un estremo inaridimento del supporto cartaceo che, nel tempo, avrebbero potuto ripercuotersi negativamente sulla pellicola pittorica, che era invece in buono stato di conservazione.

    L’intervento, oltre ad aver costituito una preziosa occasione di studio dei materiali costitutivi e della tecnica esecutiva di un manufatto tanto lontano dalla nostra tradizione artistica, conclusosi con la pubblicazione di un articolo sulla rivista Studies in Conservation  (in corso di stampa), riveste un grande interesse, perché a differenza di quanto fatto finora all’interno dei laboratori pubblici italiani, è stato effettuato un restauro completo su un manufatto giapponese, impiegando il protocollo di indagini scientifiche dei laboratori italiani applicato ad una metodica mutuata dalla tradizione giapponese.

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