• home
  • L'istituto - presentazione

Presentazione

L'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ISCR), istituito con DM del 7 ottobre 2008, è organo tecnico del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ed afferisce al Segretariato Generale; è specializzato nel campo del restauro e della conservazione delle opere d'arte e del patrimonio culturale.

L'ISCR, ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368 e successive modificazioni, è dotato di autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa e contabile.

Presso I'ISCR opera la Scuola di Alta Formazione, denominata SAF, di cui all'articolo 9 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368 e successive modificazioni. Alla SAF compete l'attività formativa dei futuri restauratori secondo quanto riportato nel D. Lgs 42 del 22 gennaio 2004 “Codice dei beni culturali e del paesaggio”.

E' stato fondato nel 1939 su suggerimento di Giulio Carlo Argan e diretto dai suoi inizi fino al 1959 da Cesare Brandi. I compiti attuali sono pressoché identici a quelli identificati fin dalla sua origine. La novità della sua impostazione consiste nell'unicità di un organismo in cui si svolgono contemporaneamente la ricerca, la formazione e l'attività sistematica e continua di restauro e di sperimentazione. Il modello, più o meno consapevolmente, è stato quello delle facoltà di medicina dove i docenti sono gli stessi che curano i malati all'interno delle diverse cliniche e nel contempo svolgono attività di ricerca sulla base dei malati che curano.

Al suo interno convivono storici dell'arte, architetti, archeologi, fisici ed esperti nei controlli ambientali, chimici, biologi, restauratori delle diverse tipologie di materiali costitutivi dei manufatti di interesse storico e culturale (dipinti, tessuti, opere d'arte su carta, metalli, ceramiche, pietre, cuoio, legno ecc.). Fin dai suoi inizi la consapevolezza della interdisciplinarietà come fondamento di una corretta e precisa pratica del restauro è stato il suo principale sistema di lavoro. L'attività attuale prosegue secondo le indicazioni teoriche e metodologiche tracciate da Cesare Brandi, sviluppandone e approfondendo alcuni spunti: la conservazione preventiva (definita e impostata da Brandi fin dal 1956), l'aggiornamento tecnologico e scientifico applicato alle opere d'arte, soprattutto per quello che riguarda le prove non distruttive, la realizzazione di importanti restauri (Assisi prima e dopo il terremoto, il Cenacolo di Leonardo a Milano, la statua bronzea del Marc'Aurelio, i reperti subacquei, i Guerrieri di Riace, le pitture murali di Tarquinia e Pompei, la Torre di Pisa).

Un aspetto importante dell'impegno dell'istituto è la realizzazione del Sistema Informativo Territoriale della "Carta del rischio del Patrimonio Monumentale", un insieme di banche dati (GIS) che documenta la vulnerabilità del patrimonio, monumentale e archeologico, distribuito nelle città storiche e nel territorio italiano in relazione ai principali fenomeni di rischio naturale (terremoti, frane, alluvioni, condizioni meteoclimatiche, inquinamento) e antropico (furti, incendi, abuso turistico). Scopo della Carta del Rischio è la definizione di una politica programmata di interventi conservativi, di manutenzione e di restauro, che tenga conto delle risorse economiche disponibili in rapporto alle necessità di prevenzione e di intervento nei musei, nelle chiese, nei palazzi storici e nelle aree archeologiche.

Direttore dell'Istituto è l'architetto Gisella Capponi