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Gonfalone storico dell'università La Sapienza di Roma

indagini scientifiche

Durante le operazioni di restauro sono state eseguite alcune indagini di tipo non distruttivo sul manufatto, con il fine di avere delle informazioni sui materiali costitutivi e sulla tecnica di esecuzione, in particolare sulla composizione dei filati metallici impiegati nelle decorazioni. Alcuni di essi infatti mostravano alterazione ossidativa in filato nero, altri mantenevano la colorazione originaria. Alcuni dei filati inoltre erano stati sostituiti in successivi interventi, come ad esempio parte del filato dorato con cui erano state eseguite le scritte nella porzione centrale.

La campagna XRF è stata eseguita su differenti porzioni originali e rifatte, lo strumento impiegato è la pistola XRF Oxford X-MET 8000, con eccitazione a 8 KV (tempo di  acquisizione 43 sec, 50 mA) e a 40 KV (tempo di acquisizione 16 sec, 8mA). Varie porzioni del gonfalone, inoltre sono state documentate con immagini macro in luce bianca riflessa e UV, utilizzando il microscopio digitale Dino-lite. I risultati delle indagini XRF sono illustrati nella tabella (allegata in calce), dove si riportano i conteggi relativi alle bande spettrali dei principali elementi chimici individuati nelle due modalità di eccitazione (40KV e 8KV), i dati riportati in tabella sono solo semi-quantativi. L’eccitazione a 40 KV consente di individuare solo gli elementi con numero atomico superiore a 19 (dall’elemento potassio in su), mentre l’eccitazione a 8KV consente di individuare gli elementi leggeri, ma fornisce segnali più rumorosi, inotre i conteggi ottenuti con la misura a 8 KV sono maggiori rispetto alla misura 40 KV per le differenti condizioni di eccitazione.

Risultati

L’analisi XRF mette in evidenza la presenza di filati metallici differenti. I filati anneriti delle scritte della porzione centrale del Gonfalone, dell’aureola dell’angelo e del gallone, nonché del bordo dello scudo sono costituiti da argento dorato, contenente piccoli quantitativi di rame. L’ossidazione dell’argento in presenza di acido solfidrico provoca la formazione di solfuro di argento nero, che attraversa la sottile patina d’oro, rendendo la superficie del filato nera. Laddove il ricamo era tuttavia coperto, o nelle porzioni pulite della patina di solfuro di argento, è possibile apprezzare la colorazione oro del filato originario. Solamente la lettera M della scritta CHERUBIM è stata sostituita in un intervento successivo in cui è stato impiegato un filato di rame. Questo non ha subito alterazione ossidativa pertanto mantiene la colorazione giallo oro originaria. La spada nello scudo del simbolo della Giurisprudenza è in filato di rame contenente minori quantitativi di argento, ed il filato è ossidato a solfuro. Il filato metallico sui ricami delle bilance contiene principalmente rame con minori quantitativi di stagno e di argento probabilmente una lega di ottone con l’apparenza dorata, questo ha resistito meglio all’alterazione ossidativa e mantiene un aspetto dorato. Nell’emblema delle Scienze fisiche e matematiche, si apprezza la presenza di filati contenenti alluminio, rame argento e piccoli quantitativi di oro, probabilmente costituito da una lega di alluminio e argento dorato, insieme a filati di rame e argento. I filati metallici analizzati sulla sfera armillare[1] (emblema delle scienze astronomiche che nel gonfalone è utilizzato come simbolo per la Scuola di Geografia) sono costituiti da lega in rame e argento.



[1] La sfera armillare è uno  strumento astronomico che rappresenta le orbite solide dei pianeti e del Sole mediante armille (anelli) imperniate in un centro comune.